Presentazione di "Mio figlio in rosa" a Lecce



Venerdì 1°febbraio, alle ore 18.30 c/o La Feltrinelli di Lecce, in via Templari, Camilla Vivian presenterà il suo libro Mio figlio in rosa , Edizioni  Manni Editori.
Introdurrà GianFranca Saracino, presidente di Agedo Lecce. Converserà con l'autrice il prof. Alessandro Taurino, docente di Psicologia Clinica all'Università di Bari.
Camilla Vivian racconterà la sua esperienza di madre di un bimbo gender fluid. Federico è un bimbo che sa di essere biologicamente maschio e ama il rosa e gli abiti femminili, paillettes e strass e nei giochi si identifica con fatine e principesse, sin da piccolissimo. Questa mamma ci farà entrare nella sua vita familiare, nei rapporti con i suoi figli e con la società. Con l'aiuto del prof.Taurino, sarà affrontato il tema della varianza di genere nei bimbi e nelle bimbe, un argomento ancora pressocchè sconosciuto in Italia ."Credo che quando si vive l'esperienza di un bambino gender fluid sia impossibile incollargli le stesse etichette che vengono incollate agli adulti. Un bambino non lascia dubbi: ognuno nasce come è."
(dal primo post di Camilla sul suo blog " Mio figlio in rosa")

Si aprirà per noi un mondo nuovo di conoscenze , di esperienze, di riflessioni. Tanti genitori si sentiranno meno soli, tutti noi avremo modo di saperne di più e di guardare il mondo attraverso una lente nuova. 
L'iniziativa è organizzata da Agedo Lecce e patrocinata dal Comune di Lecce, dal CSVSalento e dalle associazioni Arcigay Salento-La terra di Oz e LeA-Liberamente e Apertamente.
INGRESSO  GRATUITO

Giornata della memoria 2019


IL 27 gennaio  si celebra la Giornata della Memoria, istituita nel 2000 dal Parlamento Italiano per ricordare l’Olocausto e le vittime dello sterminio nazista nel giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa scoprirono ad Auschwitz un campo di concentramento con tutto l'orrore che conteneva e che i sopravvissuti raccontarono.

Per molto tempo la gente ha ignorato, tuttavia, che nei campi di  sterminio, oltre ad ebrei, disabili, malati mentali, oppositori politici e Rom, furono  deportati  omosessuali e transessuali considerati malati e sottoposti a torture ed esperimenti particolarmente atroci. Il termine Omocausto ne indica appunto lo sterminio.


Triangoli colorati

Il sistema di codifica dei contrassegni serviva a classificare i prigionieri, generalmente in base a gruppi creati sulla base dei motivi dell'arresto.

 I simboli erano in stoffa, affibbiati sulla divisa.

·  un triangolo giallo, o una Stella di David costituita da due triangoli di colore giallo appositamente sovrapposti, identificava i prigionieri ebrei;
·  un triangolo di colore rosso, identificava i prigionieri politici arrestati per fermo protettivo,  un pretesto per internare gli oppositori al nazionalsocialismo. Identificava, fra gli altri, i massoni e i sacerdoti antifascisti o considerati tali
·  un triangolo di colore marrone identificava i prigionieri rom
·  un triangolo di colore nero identificava gli asociali. I nazisti ritenevano che fossero da considerare quali asociali, fra gli altri, i vagabondi, gli etilisti, i malati di mente, le prostitute, le lesbiche, i rom
·  un triangolo di colore viola identificava i testimoni di Geova, i "ricercatori della Bibbia".
·  un triangolo di colore rosa identificava i prigionieri maschi omosessuali, internati sulla base del Paragrafo 175 (articolo del codice penale tedesco in vigore dal 15 maggio 1871 al 10 marzo 1994. Esso considerava un crimine i rapporti sessuali di tipo omosessuale tra uomini, e nelle prime versioni criminalizzava anche la bestialità
·  un triangolo di colore blu identificava gli emigrati. Nel lager di Mauthausen i triangoli blu erano attribuiti ai prigionieri politici spagnoli
·  un triangolo di colore verde identificava i delinquenti comuni.