20 Novembre TDoR - Transgender Day of Remembrance

 TDoR - Transgender Day of Remembrance è una ricorrenza internazionale per commemorare le vittime della violenza tranfobica, cioè dell'odio e della discriminazione nei confronti delle persone transessuali e transgender. Si  celebra il 20 novembre  e venne  introdotta da Gwendolyn Ann Smith in ricordo di Rita Hester, il cui omicidio ( 1998)  diede avvio al progetto web "Remembering Our Dead" Nel 1999 si organizzò a San Francisco una veglia a lume di candela.  Da allora la commemorazione si è estesa a tutto il mondo.

Contro la disinformazione, il pregiudizio e l'ignoranza sulle persone transgender, Gianmarco Negri, il primo sindaco transgender d'Italia, offre la testimonianza della sua esperienza.

Cosa vuol dire essere una persona non-binary?
La consapevolezza e la conoscenza della varietà delle identità di genere, sono in evoluzione. Sempre più persone dall'identità non binaria raccontano la loro storia, per diffondere una informazione corretta. Ecco l'esempio e la testimonianza di Gabe.
 
Non finiremo mai di ringraziare abbastanza tutte e tutti coloro che, con la loro visibilità, generosamente lavorano per  l'emancipazione culturale e civile del nostro paese e per il contrasto a ogni forma di pregiudizio.



 

11 Ottobre - COMING OUT DAY

Coming out deriva dall'espressione inglese «Coming out of the closet» e vuol dire «uscire fuori dal nascondiglio»,  letteralmente “uscire dall’armadio a muro, cioè uscire allo scoperto. 

 Coming out: scegliere deliberatamente di dichiarare il proprio orientamento sessuale  o la propria  identità di genere.

 In Italia* i dati sono sconfortanti: 

  • il 62 per cento delle persone LGBTI dice di non dichiarare apertamente mai o quasi mai il proprio orientamento sessuale (la media dei paesi UE è pari al 61 per cento, ma la ricerca precisa come sia importante sottolineare che le medie nascondono enormi differenze tra paesi);
  •  Il 23 per cento dichiara di farlo abbastanza;
  •   Solo il 15 per cento di farlo sempre. Questo significa che, in Italia, più di una persona LGBTI su due non fa mai o quasi mai coming out.

*L'Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali ha pubblicato questi dati con i risultati della European LGBTI Survey 2020, ricerca realizzata nel 2019 a cui ha partecipato un campione di circa 140 mila persone LGBTI – lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali – provenienti da 30 diversi paesi.

( https://fra.europa.eu/en/publication/2020/eu-lgbti-survey-results#TabPubFindingsQA1)

Il coming out non è solo rivelazione del proprio orientamento, non è solo un fatto personale, così come non lo è per le persone eterosessuali. Implica la libertà di essere se stessi alla luce del sole, di vivere apertamente le proprie relazioni affettive o la propria identità e di pretendere rispetto e diritti, senza discriminazioni di sorta.

N.B. Non bisogna confondere Coming out con Outing che, invece, vuol dire rivelare l’omosessualità, bisessualità o identità di genere di qualcun altr* senza il consenso della persona interessata.

 

Il Coming Out Day fu celebrato la prima volta l’11 .10.1988 negli Stati Uniti, da un’idea di Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O’Leary, politica e attivista LGBT di Los Angeles, per il giorno del primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti LGBT, tenutasi appunto l’11.10.1987.

E', tuttavia,  solo a partire dal 1990 però che l’occasione divenne nazionale, grazie alla partecipazione di Human Rights Campaign.