Le dichiarazioni inaccettabili di Monsignor Rigon

C’era una volta l’omofobia… e ancora c’è. Ed è un problema! 

 

Il 19 febbraio 2011, all’inaugurazione dell’ Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico della Liguria, Monsignor Paolo Rigon, vicario giudiziale, alla presenza del cardinale Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, parla dell’omosessualità  come di “un problema da estirpare”, che si può curare con la “psicoterapia” quando viene presa in tempo, perchè “un'omosessualità incancrenita non è superabile ” ed altre amenità di questo genere.

Le parole di Monsignor Rigon non hanno soltanto scatenato polemiche e reazioni in tutta Italia , ma potrebbero avere anche delle conseguenze giudiziarie e provocare un  esposto al tribunale competente da parte di associazioni e di ordini professionali, perché offensive, anacronistiche e antiscientifiche.

Francamente è inaccettabile che si possano dire ancora  tutte queste  falsità al giorno d’oggi offendendo pesantemente milioni di persone, ed è scandaloso che la Diocesi di Genova non abbia preso le distanze da queste affermazioni che denotano ignoranza profonda della tematica. 


 CLICCA QUI per leggere e (se proprio insisti) ascoltare le parole di Monsignor Paolo Rigon sul sito del giornale "Il Secolo XIX"


 Nella " Risoluzione del Parlamento europeo del 26 aprile 2007 sull'omofobia in Europa" si legge :

" Il Parlamento europeo ,
 (...)
 B. considerando che le dichiarazioni e le azioni dei dirigenti politici e religiosi hanno un impatto considerevole sull'opinione pubblica e che quindi essi hanno l'importante responsabilità di contribuire in modo positivo a un clima di tolleranza e parità,
 (...)
 7. condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e
 religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto
alimentano l'odio e la
 violenza , anche se ritirati in un secondo tempo, e
chiede alle gerarchie
 delle rispettive organizzazioni di condannarli; "

 

Quanto ancora dobbiamo aspettare perché tali illuminate considerazioni e richieste vengano bellamente ignorate dalle nostre “competenti” ed “informate” autorità politiche e religiose che dovrebbero garantire a tutti i cittadini condizioni eque e serene di  vita sociale e  spirituale?

GF.S.