L'Omocausto e il triangolo rosa



Domani, 27 gennaio,  si celebra la Giornata della Memoria, istituita nel 2000 dal Parlamento Italiano per ricordare l’Olocausto e le vittime dello sterminio nazista. E' la data in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa scoprirono ad Auschwitz un campo di concentramento con tutto l'orrore che conteneva e che i sopravvissuti raccontarono.
Per molto tempo la gente ha ignorato, tuttavia, che nei campi di  sterminio, oltre ad ebrei, disabili, malati mentali, oppositori politici e Rom, furono  deportati  omosessuali e transessuali considerati malati e sottoposti a torture ed esperimenti particolarmente atroci. Il termine  Omocausto ne indica appunto lo sterminio.
Ecco alcuni dei  colori  utilizzati per  identificare gli  internati nei  campi di concentramento nazisti.  Erano triangoli di stoffa da applicare sulle divise dei prigionieri.
La legge tedesca   che proibiva l’omosessualità  era nota come Paragrafo 175 e venne abrogata solo nel 1969. Il confino fu uno degli strumenti del fascismo utilizzato per reprimere l’omosessualità. 
Siamo nel 2014 e c’è ancora moltissima strada da fare: c’è ancora chi pensa che l'omosessualità sia una turba psichica, dimostrando così di ignorare che nel 1974 l’omosessualità venne cancellata dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) pubblicato dall’American Psychiatric Association (APA) e che l’OMS,  il 17 maggio del 1990, depennò  l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali  definendola “una variante naturale della sessualità umana”
In alcuni  paesi del mondo le persone omosessuali sono vittime di aggressioni, di esclusioni, sono passibili di arresto e addirittura di condanna alla pena di morte .
L'omofobia e la transfobia sono ancora  purtroppo presenti anche nella società italiana,  pur se riconosciamo un cambiamento culturale in atto. Non dimentichiamo, però, che ci sono stati, anche recentemente, casi di suicidio di giovanissimi  esasperati da comportamenti omofobi e dalla paura insopportabile di non poter essere se stessi! Bisogna lavorare sull’informazione  corretta ,  aprirsi  al dialogo, cercare momenti di confronto, provando a sensibilizzare il maggior numero possibile di persone a questa tematica.  E’ di conforto sapere che alcuni segnali positivi in tal senso sono venuti  anche da Papa Francesco…
Domani,  27 gennaio 2014,  in Piazza S.Oronzo alle 17.30  Homocaust Flash Mob  organizzato dall’associazione LeA Liberamente e Apertamente.  (Appuntamento 15 minuti prima) 
Partecipiamo con un triangolo rosa di cartoncino o di tela,  per non dimenticare l’orribile passato e per gridare la voglia di libertà , di vita e di giustizia!
GianFranca Saracino