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Presentazione di "Mio figlio in rosa" a Lecce



Venerdì 1°febbraio, alle ore 18.30 c/o La Feltrinelli di Lecce, in via Templari, Camilla Vivian presenterà il suo libro Mio figlio in rosa , Edizioni  Manni Editori.
Introdurrà GianFranca Saracino, presidente di Agedo Lecce. Converserà con l'autrice il prof. Alessandro Taurino, docente di Psicologia Clinica all'Università di Bari.
Camilla Vivian racconterà la sua esperienza di madre di un bimbo gender fluid. Federico è un bimbo che sa di essere biologicamente maschio e ama il rosa e gli abiti femminili, paillettes e strass e nei giochi si identifica con fatine e principesse, sin da piccolissimo. Questa mamma ci farà entrare nella sua vita familiare, nei rapporti con i suoi figli e con la società. Con l'aiuto del prof.Taurino, sarà affrontato il tema della varianza di genere nei bimbi e nelle bimbe, un argomento ancora pressocchè sconosciuto in Italia ."Credo che quando si vive l'esperienza di un bambino gender fluid sia impossibile incollargli le stesse etichette che vengono incollate agli adulti. Un bambino non lascia dubbi: ognuno nasce come è."
(dal primo post di Camilla sul suo blog " Mio figlio in rosa")

Si aprirà per noi un mondo nuovo di conoscenze , di esperienze, di riflessioni. Tanti genitori si sentiranno meno soli, tutti noi avremo modo di saperne di più e di guardare il mondo attraverso una lente nuova. 
L'iniziativa è organizzata da Agedo Lecce e patrocinata dal Comune di Lecce, dal CSVSalento e dalle associazioni Arcigay Salento-La terra di Oz e LeA-Liberamente e Apertamente.
INGRESSO  GRATUITO

Perché non pensarci?

Ci sono genitori che ancora credono che i figli omosessuali siano malati e vadano "curati", ci sono ancora politici che offendono apertamente e impunemente le persone omosessuali, ritenendole cittadini/e di serie b.
Nonostante tutte le battaglie delle associazioni LGBT, le pubblicazioni e le possibilità di approfondimento culturale e scientifico oggi a disposizione, costoro si guardano bene dall'informarsi. 
Perché? 
Perché è più facile non farsi troppe domande, è più facile non correre il rischio di mettere in dubbio, o peggio  in crisi, le proprie certezze - su cui il cervello riposa - è più facile chiudere gli occhi, le orecchie, l'anima, il cuore e la mente che aprirli e smontarne i pregiudizi.  Perché questo significherebbe, poi, ridisegnare  la propria visione delle cose e agire di conseguenza, non andare più a rimorchio di credenze false e di ideologie disumane, avere paura delle critiche della gente.
Costa lavoro e libertà di pensiero. 
E' più comodo non pensare o andare su un sentiero di stereotipi e luoghi comuni già tracciato. 

Il dramma è, però, che questa ottusità ricade come un macigno sul resto dei cittadini, anche dei propri figli,  come sottrazione di diritti, scarsa libertà o paura  di essere se stessi, compromissione delle relazioni in famiglia e fuori.
Pensiamoci
Pensiamo-Ci

GianFranca Saracino

Ciao Flavia!

Flavia Madaschi, mamma  e presidente di Agedo di Bologna, è venuta a mancare ieri. Un'altra grande mamma della famiglia Agedo se ne va, lasciando  testimonianze e frutti del suo grande impegno  per i diritti civili delle persone LGBT e per il sostegno alle famiglie
Ecco la sua testimonianza all'ultimo Pride di Bologna - 28 giugno 2014. Alla sua famiglia va l'abbraccio di tutta la comunità LGBT e di AGEDO. Anche Agedo Lecce.  La cerimonia laica dei funerali si svolgerà a Bologna, in forma pubblica, sabato 10 gennaio alle ore 11 nella sede storica del Cassero. Alle ore 13 la bara verrà chiusa. Ciao Flavia!
http://www.cassero.it/

Ciao Flavia!

Flavia Madaschi, mamma  e presidente di Agedo di Bologna, è venuta a mancare ieri. Un'altra grande mamma della famiglia Agedo se ne va, lasciando  testimonianze e frutti del suo grande impegno  per i diritti civili delle persone LGBT e per il sostegno alle famiglie
Ecco la sua testimonianza all'ultimo Pride di Bologna - 28 giugno 2014. Alla sua famiglia va l'abbraccio di tutta la comunità LGBT e di AGEDO. La cerimonia laica dei funerali si svolgerà a Bologna, in forma pubblica, sabato 10 gennaio alle ore 11 nella sede storica del Cassero. Alle ore 13 la bara verrà chiusa.
http://www.cassero.it/

Ciao Maria Luisa!

Maria Luisa Bellavia, una delle mamme storiche di Agedo Nazionale ci ha lasciati il 10 febbraio. Per ricordare il suo impegno e il suo coraggio, ecco un suo intervento di quasi  di 10 anni fa, ancora tremendamente attuale, che suo figlio Marco ci ha gentilmente concesso di pubblicare sul sito. A Marco e alla famiglia il nostro abbraccio affettuoso. A Maria Luisa la nostra gratitudine per il lavoro  pionieristico svolto in Italia come genitore Agedo.



MINORI E FAMIGLIE SENZA DIRITTI:
LA SCUOLA DAVANTI AGLI ADOLESCENTI OMOSESSUALI

Marialuisa  Muscarà  Bellavia   

Agedo Onlus –  Genitori di omosessuali

Come madre di un giovane omosessuale, appartengo all’associazione di volontariato AGEDO, che è tra i sostenitori di questo convegno insieme alle associazioni “31 ottobre”, “Genitori Democratici”, “Semaforo blu”, “Rete Scuole” e Centro Culturale Protestante.
Noi genitori di omosessuali sappiamo bene come la scuola italiana non pensi ai nostri figli come a dei soggetti da educare secondo la propria identità, e non si preoccupi mai dei nostri problemi che, forse, considera fatti privati.

In realtà i problemi degli adolescenti omosessuali e delle loro famiglie hanno una chiara dimensione pubblica, non solo perché i nostri figli non sono un’esigua minoranza e costituiscono il 5-10% della popolazione scolastica, bensì perché un clima scolastico disagevole e disagiato per un adolescente omosessuale si ripercuote sulla famiglia e su tutte quelle persone che lo frequentano: i compagni e le compagne, i docenti, gli educatori, il gruppo dei pari; tutti quelli che si trovano in relazione con una persona che non si sente prevista in questo mondo, che non trova con chi interagire alla pari, con chi confidarsi senza temere lo scherno e il giudizio morale.

Questi nostri figli, adolescenti spesso in crisi per la loro difficile situazione di accettazione personale, trovano nella scuola, tra compagni e insegnanti, nuove difficoltà e sofferenze causate dallo stigma sociale, da azioni di bullismo poco conosciute e non contrastate; vivono nel silenzio più assoluto: c’è una negazione da parte del mondo scolastico, dell’esistenza stessa del problema o, quanto meno, dell’idea che un problema così scottante sia di sua competenza.
 
Credo che quanto ora vi leggerò, scritto da uno studente sedicenne veronese in forma di lettera – un po’ sgrammaticata - possa aiutarvi ad intuire, almeno parzialmente, lo stato d’animo

Lettera a Bossi Fedrigotti

Oggetto:
lettera a Bossi Fedrigotti sull'art. del 15.2.2014
Data:
Sat, 15 Feb 2014 16:47:51 +0100

A:
Messaggio originale

Gent.le dott.ssa Bossi Fedrigotti,
 in relazione al suo art.  pubblicato oggi,  15.2.2014, sul Corriere della Sera,  “Ma re e regine fanno male ai bambini?”, come madre mi sento di condividere con lei alcune considerazioni  nella speranza che possa leggerle, anche se non mi illudo che siano pubblicate. 

Mio marito ed io abbiamo due meravigliose gemelle monovulari, oggi hanno quasi 36 anni e sono apprezzate professioniste. Una ha orientamento eterosessuale e l’altra  omosessuale ( è, quindi, lesbica – che non è una parolaccia). Come tanti genitori della mia generazione ( ho quasi 63 anni) sono cresciuta con in testa , negli occhi e nel bagaglio educativo, veicolato anche dalle fiabe di principi e principesse,  l’idea di un unico modello affettivo, sessuale, di coppia e di famiglia e nell'ignoranza completa di differenti realtà e orientamenti. Può forse immaginare, o forse no, il grande dolore psicologico, emotivo ed affettivo che abbiamo, nostro malgrado,  inferto a nostra figlia - e di conseguenza anche alla sua innamorata coetanea, circa 20 anni fa -  alla  scoperta della sua omosessualità,  non accettando e non comprendendo il suo orientamento.  A causa di questa ignoranza ,

16enne deriso perchè gay tenta il suicidio in una scuola di Roma

fonte: articolo ANSA

 E' urgentissima una legge contro l'omofobia, è urgentissima una scuola con docenti preparati che educhino all'inclusione e al rispetto delle differenze, è urgentissima una informazione corretta per famiglie e cittadini!!! Quando chi di dovere se ne farà carico? Quante grida di dolore,

Tanto di cappello a Don Gallo da credenti e da non credenti!


L'amore per la Verità e la Giustizia lo ha sempre fatto schierare
 dalla parte delle persone discriminate, fra le quali anche quelle
 omosessuali e transessuali. Il suo era Vangelo vissuto e Cristianesimo 
vero, quello inclusivo, quello che predica e davvero mette in pratica
 l'amore. I fondamentalisti cattolici che, guarda caso, occupano
 e hanno occupato sempre posti di potere, hanno mai realmente 
riflettuto sulla contraddizione stridente fra la loro idea di religione, 
il loro anacronistico attaccamento a quelli che chiamano "valori"
 della tradizione e l'esclusione che continuamente affermano, 
ostentano, diffondono, fomentano e praticano così bene e con tanto
 "zelo" verso fratelli e sorelle accusati, non di crimini, ma di essere
 differenti rispetto all'unico modello di amore e di identità che hanno
 in mente? 

Purchè con un padre e con una madre

Mario Monti ha recentemente dichiarato  a Sky Tg24  :"Per me la famiglia è formata da un uomo e una donna ed è giusto che i figli crescano con madre e padre". (Il riferimento all'Europa  è magicamente scomparso, in questo caso?) Questo modo di pensare lascia l'Italia in una grande arretratezza culturale , sia rispetto al riconoscimento dei diritti, sia rispetto alla presa di coscienza  della variegata realtà famigliare della nostra società, sia rispetto ai bisogni reali dei figli e affida il benessere e la cura della prole alla struttura della famiglia, non alle qualità dei genitori.
 In altre parole, è sufficiente che ci siano un padre come figura di maschio - non importa quanto assente, disinteressato, violento -  e una madre come figura femminile - non importa che abbia o meno cura dei figli, che sia succuba o castrante - per garantire una crescita ed una cura soddisfacenti ed equilibrate dei figli? La convinzione di tanti tradizionalisti sembra essere questa: purchè i due formino una coppia eterosessuale e una famiglia "tradizionale", felice o infelice  non ha importanza , che si odino o che si amino,  che si separino o che rimangano insieme, che si massacrino o che si ammazzino, ( esempi ne abbiamo ogni giorno, purtroppo,  in questa nostra  Italia ) , che curino i figli o che li trascurino,  che ne abusino, li maltrattino, li traumatizzino o li uccidano come agnelli sacrificali, non ha importanza, è la struttura che importa, è la struttura che garantisce una buona crescita dei figli.

Respinto di nuovo il testo base contro l'omofobia!

Non si riesce ad andare avanti in questa bellissima ma disgraziata Italia che non merita l'inciviltà alla quale sembra condannata e che la inchioda al passato. Forse a tremila anni fa?
Il resto dell'Europa continua , invece, spedito sulla strada dell'evoluzione in materia di diritti civili  sotto gli occhi di tutti, anche i nostri.
I politici omofobi, opportunisti e ipocriti, che purtroppo abbiamo, continuano a stracciarsi le vesti e ad opporsi non solo alle unioni civili o ai matrimoni fra persone dello stesso sesso (roba da fantascienza qui, realtà nella maggioranza delle nazioni dell'Europa Occidentale), ma addirittura ad una estensione della legge Mancino - che già prevede  un'aggravante per i crimini di odio legato a motivi razziali, nazionali o religiosi - anche  quelli commessi per omofobia e transfobia.
Forse questi nostri politici avrebbero bisogno di un bel corso di aggiornamento.
 Un aggiornamento presso le famiglie che hanno paura e che soffrono per la discriminazione dei propri figli o che li discriminano a loro volta. 
 Un aggiornamento presso i tanti giovani  che vengono aggrediti proprio perchè omosessuali o transessuali e per nessun altro motivo.  
Un aggiornamento presso le scuole dove il bullismo omofobico soffoca la libera espressione del sè in crescita.
Un aggiornamento presso professionisti che stanno molto attenti a non rivelare il proprio orientamento sessuale, per timore di perdere il lavoro.
 Un aggiornamento, infine presso giovanissimi che hanno tentato, a volte riuscendoci, il suicidio, perchè era insopportabile vivere con la condanna di uno stigma inflitto da chi allegramente poi accetta  corrotti, corruttori e ladroni.

 Un aggiornamento serio, lungo, soprattutto non pagato, soprattutto lontano dalle aule dove si decide della vita e sulla pelle dei cittadini...

 Il 7 novembre è successo ancora... Non ne possiamo più.

GF.S.



Conoscere per capire! Riflessioni di una mamma

L'11 ottobre è il Coming Out Day
Il coming out dei figli è un momento importante di condivisione. E' un atto d'amore per i propri genitori e di grande e ammirevole rispetto verso se stessi e la propria identità. Può capitare che noi genitori, invece, condizionati da pregiudizi atavici, viviamo  questo momento solo come un colpo alle nostre certezze cristallizzate , alle nostre vanitose aspettative sui figli e permettiamo a tante paure di prendere il sopravvento.  Nel 1990 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha categoricamente definito l'omosessualità una variante naturale del comportamento umano. Il Parlamento Europeo da anni continua ad esortare gli stati a eradicare il pregiudizio e l'omofobia.  Oggi ci si può informare, si può conoscere e  capire di più, è più facile il confronto. Spostiamo il nostro sguardo da noi ai nostri figli!  Guardiamoli e ascoltiamoli con attenzione, rispetto e amore! E informiamoci!  Per evitare a loro e a noi stessi un dolore  assolutamente ingiustificato.

GianFranca Saracino