Il Parlamento di Strasburgo promuove i diritti delle persone LGBTI

Piano europeo anti-omofobia Ulrike vince la sua battaglia
Scritto da Ivo Caizzi, Corriere della Sera
Mercoledì 05 Febbraio 2014 09:47 -
 Dal parlamento di Strasburgo una tabella di marcia per combattere tutte le discriminazioni sessuali
Fonte : Corriere della Sera    www.dirittiglobali.it

STRASBURGO — L’Europarlamento promuove la tutela dei diritti delle persone Lgbti, termineusato per comprendere lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersex. Gli eurodeputatihanno approvato a Strasburgo la richiesta alla Commissione europea e ai 28 governi della Uedi stabilire una specifica tabella di marcia. L’obiettivo è introdurre una politica globale contro
l’omofobia e le discriminazioni basate sugli orientamenti sessuali in «tutte le attività e in tutti i settori» dove è in corso l’elaborazione di politiche future o il monitoraggio dell’attuazione del diritto europeo. Spiccano le sollecitazioni ad intervenire sul bullismo nelle scuole e ad applicarela libera circolazione dei cittadini all’interno della Ue, consentendo di convalidare le unioni tra persone dello stesso sesso quando si trasferiscono da uno Stato membro all’altro.

 L’Europarlamento considera la condizione delle persone Lgbti ancora molto difficile in Europa,richiamando un sondaggio condotto nel 2013 dall’Agenzia Ue dei diritti fondamentali. Indica nel 47% i gay, lesbiche, bisessuali, transgender e intersex che affermano di sentirsi discriminati o diessere stati molestati. Il 26% ha denunciato di essere stato «aggredito fisicamente». Il rapporto, curato dall’eurodeputata austriaca Ulrike Lunacek dei Verdi, è passato a larga maggioranza con 394 voti a favore, 176 contrari e 72 astensioni.
 «L’omofobia non deve più essere tollerata in Europa — ha commentato Lunacek —. Molti di noi, lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali hanno vissuto, per troppo tempo, lapropria vita nella paura. Paura di tenersi per mano in strada, paura di essere insultati, paura di
essere buttati fuori dalle nostre case, scuole o posti di lavoro. Nella mia relazione si evidenziache l’Unione Europea deve agire in tal senso, in modo che anche noi si possa godere dei diritti garantiti a tutti nella Ue».
 Gli eurodeputati hanno segnalato una serie di obiettivi precisi da raggiungere con la tabella di marcia, sempre rispettando le competenze degli Stati membri. Riguardano la tutela nel diritto di  famiglia e della libertà di circolazione, le discriminazioni sul lavoro, l’istruzione, la sanità, la libertà di espressione, i beni e i servizi, i crimini d’odio e l’asilo. Particolarmente diffuso sarebbe l’atteggiamento persecutorio nelle scuole contro alunni Lgbti da parte di compagni. La relazione Lunacek chiede alla Commissione europea di «promuovere l’uguaglianza e la lotta alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere in tutti i suoi
programmi dedicati all’istruzione e ai giovani». I Paesi membri dovrebbero coordinare interventi  contro il bullismo anche con materiali didattici. Parità di trattamento e pari opportunità andrebbero attuate e monitorate nelle attività lavorative, sensibilizzando le organizzazioni di datori di lavoro e i sindacati sui diritti delle persone Lgbti.
 Un settore molto delicato viene considerato quello della sanità, sia per le carenze nelle politiche strategiche della Ue, sia relativamente alla formazione del personale medico. Viene chiesto alla Commissione europea di collaborare con l’Organizzazione mondiale della sanità per depennare i disturbi dell’identità di genere dalle malattie mentali. Il diritto all’integrità fisica dovrebbe imporre di vietare la sterilizzazione forzata, dove è prevista per consentire i cambiamenti di sesso. Fondamentale appare il problema dell’indicazione del sesso sui documenti di identità e nelle patiche amministrative. La normativa penale contro il razzismo e la xenofobia dovrebbe essere estesa ai «crimini di odio» collegabili all’orientamento sessuale.
L’Europarlamento considera necessario anche un monitoraggio continuo nei Paesi extraeuropei per favorire le richieste di asilo alle persone Lgbti discriminate e perseguitate nei luoghi d’origine.

Articolo sul Corriere della Sera