Intervista a Paola Dall'Orto sul Secolo d'Italia

«Ci vorrebbe un intervento del Quirinale»


Paola Dall'Orto, fondatrice dell'Agedo: il governo vanifica la campagna contro l'omofobia

Valter Delle Donne

«Povera donna, povera donna». Paola Dall'Orto, fondatrice dell'Associazione genitori, parenti e amici di omosessuali (www.agedo.org), credeva di averle sentite tutte dopo la battuta di Silvio Berlusconi sui gay. Non le avevano ancora letto la difesa del premier da parte di Daniela Santanchè diffusa in un comunicato stampa e apparsa sui giornali di ieri. «Il premier ha detto quello - ha commentato il sottosegretario all'Attuazione del programma - che tutte le mamme d'Italia vorrebbero sentire dire dei loro figli. Di più: ha detto quello che tutti gli italiani pensano. Molto meglio essere etero, ma c'è da discuterne?».
La signora Dall'Orto, 75 anni, autrice anche del libro Figli diversi (Sonda editore) scritto con il figlio Giovanni, si fa ripetere due volte la dichiarazione del sottosegretario prima di esprimere un parere. «Mi sembra una risposta al livello di quella di Berlusconi, sotto certi aspetti anche peggiore, mi scandalizza».

Signora Dall'Orto, cosa c'è che la mortifica e la scandalizza nella frase del sottosegretario Santanchè?
Il problema è questo. Questa di Daniela Santanchè, come anche quella di Berlusconi, è una frase da osteria, ma sono pronunciate da rappresentanti di governo. Se però dal premier me le aspetto certe boutade, perché sono nel suo repertorio da cabaret, la frase della Santanchè mi scandalizza ancora di più perché a pronunciarla è una donna, una madre.

Tutte le mamme sarebbero preoccupate di avere figli gay?
Tutte la mamme sognano figli che possano avere una vita serena. Punto e basta. Per il resto, quello che dice la Santanchè secondo me arriva persino a essere contro la costituzione perché nega implicitamente i pari diritti e la pari dignità delle persone.

Al di là delle battute, c'è da dire tuttavia che il governo ha condotto una capillare campagna d'informazione contro l'omofobia.
Il ministro delle Pari Opportunità aveva sinora svolto un buon lavoro, ma queste battute, come le chiama lei, rischiano di vanificare tutti gli spot promossi da Mara Carfagna. Perché se si parla alla cosiddetta "pancia" degli italiani, solleticando la parte più machista, si trasmette un messaggio negativo con effetti imprevedibili. Lei non immagina tra i minori quanto danno può fare una frase del genere. Il principio è: vedi? L'ha detto pure Berlusconi. Giriamo le scuole e i pregiudizi sono difficili da estirpare. In particolare nelle zone e tra le fasce di popolazione con minori strumenti culturali.

C'è qualcosa a livello istituzionale che si potrebbe fare per rimediare a questa gaffe?
Confido nella sensibilità del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che farebbe bene ad assumere qualche iniziativa straordinaria. Penso a un canale preferenziale per la legge contro l'omofobia. Ma sarebbe ancora meglio se stavolta intervenisse direttamente il presidente Giorgio Napolitano.

Lei ha fondato l'Agedo per contrastare i pregiudizi sull'omosessualità e aiutare i genitori a gestire i rapporti con un figlio gay o una figlia lesbica. Come ha reagito quando suo figlio le ha detto che era omosessuale?
Fu uno choc. Ma le parlo di oltre trent'anni fa. All'epoca c'era molta ignoranza, si viveva con terrore l'omosessualità. Oggi la realtà è diversa, ma se poi arrivano frasi del genere, si torna di nuovo indietro. Lo sa che dopo la frase del premier ci sono arrivate mail di insulti, che gli danno pure ragione?

Spero che siano state poche...
Sì, per fortuna. Siamo stati letteralmente subissati da messaggi di solidarietà, soprattutto dall'estero. Non si capacitano che un primo ministro possa pronunciare certe frasi. Mi ha chiamato la rappresentante di una analoga associazione tedesca per manifestare il suo stupore. Mi ha commosso perché mi ha detto: voi italiani non siete come Berlusconi, possibile che vi squalifichi così?

E lei come le ha risposto?
Che non sono così convinta che la battuta del premier sia così lontana dal pensiero comune dei miei connazionali. Lei non prenda in considerazione la parte più attrezzata culturalmente della popolazione, ma quella che è la pancia. Non so nemmeno se una frase del genere gli farà perdere voti. Mi auguro di sì, ma non ci giurerei.

Dalla sua esperienza gli italiani restano omofobi? Eppure non c'è giorno che qualche personaggio pubblico non faccia outing. L'ultimo in ordine di tempo è stato il cantautore Tiziano Ferro.
Per uno scrittore, un giornalista o un artista l'orientamento sessuale è ininfluente. Questo tipo di persone se lo possono permettere, ma lei pensi soprattutto alla gente comune. Vada in fabbrica e veda che succede. Provi a trovare un operaio che può dire apertamente ai colleghi: io sono omosessuale. Mi creda, c'è ancora tanta strada da fare.


04/11/2010